“Sono sempre stato interessato alla differenza tra "fatto" e "verità".
E ho sempre sentito che esiste qualcosa come una verità più profonda.
Esiste nel cinema, e la chiamerei "verità estatica".
È più o meno come in poesia.
Quando leggi una grande poesia, senti immediatamente, nel tuo cuore,
nelle tue budella, che c'è una profonda, inerente verità, una verità estatica…”
Werner Herzog
Leggendo e perdendomi tra le pagine de "La conquista dell'inutile"...

(Klaus Kinski in "Fitzcarraldo" - di W.Herzog 1981)
AUGURI MANSARDINA POP !
Dopo
e
traboccante di suoni,
immagini e gggente interessante…..
Chissà se è il caso di cominciare a pensare
ad un SALOTTINO JAZZ o FOX- TROT ?!?!?
Intanto si festeggia . . .

http://www.myspace.com/giorgia_b79

E sorridendo …
Non posso fare a meno di pensare a Sandra Bullock
in Two Weeks Notice…
(‘sta cosa la capiamo in due, massimo in tre, ma…
fa niente!!!!)
Un altro sabato sera…

Non vedi che mi arrendo
Non capisci che lasciandoti andare
Potrai desiderare
Riconquistarti e perderti
Perchè non vedi che ti attendo
Ti proteggerò restando lontano
Nel silenzio
Nel silenzio . . .
Paolo Benvegnù – Nel silenzio
Dice il saggio:
“L’apparente impronta impersonale
Potrebbe essere l’unico modo - allo stato attuale delle cose -
Per preservarsi da giudizi affrettati e visioni troppo sbrigative dei fatti
Da parte di chi non da che un’occhiata furtiva a quello che accade davvero.”
Ergo si procede!

Entro in possesso in maniera sempre più bizzarra di notizie su bestiari in costante aggiornamento.
Una missiva anonima indica nero su bianco:
“ AD UNA CORAGGIOSA EDITRICE”,
io mi limito solo a divulgare il sapere acquisito, facendomi veicolo e strumento di erudizione altrui…
L’IGUANA FAR-AWAY-FROM-HOME
Le scogliere assolate, le paludi limacciose e gli inestricabili canneti sono gli ambienti prediletti dall’Iguana Far-Away-From-Home che invece popola le zone artiche, dove patisce senza tregua un freddo insostenibile.
Costretto in un habitat assolutamente inadatto, il rettile trascina la propria esistenza tra stenti indicibili, cercando penosamente riparo tra le rientranze dei ghiacci e nutrendosi dei crackers che gli crescono sotto le zampe.
Oltretutto la livrea, di colore verde brillante, rende l’Iguana Far-Away-From-Home visibilissima agli occhi dei predatori, sicché deve guardarsi di continuo non tanto dall’orso polare quanto dai suoi avvocati per una vecchia questione di usufrutto.
Questo rettile ha d’abitudine il morale a terra; talvolta le correnti del mare, durante il disgelo, gli portano in dono il cibo di cui va ghiotto, i pupazzetti Playmobil, ma accade davvero molto di rado. Nel tempo libero l’Iguana Far-Away-From-Home compone dei blues in tredici battute, tipo “Little Red Rooster” di Willie Dixon, ma i suoi giri armonici non risolvono mai sull’accordo di tonica.
DOTTOR GECO (E MISTER HYDE?)
Il mistero non conosce fine . . .

Le sfumature devono essere concepite.
La nota più alta alberga nella testa,
è nascosta tra le corde vocali e l’emissione per ora
è incerta e stentata.
Carta e penna come estroflessione di un’anima mai doma,
il ciclico tormento è la condanna senza appello
per le menti che sono più veloci delle dita.
Diecimila passi in avanti o uno troppo in ritardo rispetto al marciare comune.
Aliena ben integrata in una collettività che non riesce
ad afferrare mai sino in fondo il labiale…
Un cane sciolto.
Ma col pedigree.
“And I’m floating in a most peculiar way
And the stars look very different today
For here
Am I sitting in a tin can
Far above the world
Planet earth is blue
And there’s nothing I can do…”
David Bowie –Space Oddity
Nel buio il taglio di luce illumina impietosamente gli angoli della bocca…
e puo’ trasformare in ghigno anche il più dolce dei sorrisi.
Sanguini e non lo sai…
Non te ne accorgi neanche più.
Assuefazione emotiva, è la mente che lo comanda.
E correre dietro ad un vessillo bianco puo’ anche non essere
la corretta visione delle cose.
Decisamente non lo è.
Ma è un altro punto di vista…
Rimane una manciata di ricordi chiusi in un pugno.
Troppo poco per rimpiangerli sino in fondo.
Troppo per far finta di niente.
Finisci sempre col soccombere se combatti contro un’ idea
Specie se il contenitore ormai è un vuoto a perdere…
E smarrirsi in nuovi lineamenti sarebbe curativo
Se solo ci fosse una complicata struttura caratteriale dietro…

“You dropped the bomb and and now you’re gone
I held you dear, you swallowed my fears
And now
I’ve drunk my last beer with you”
Sia Furler –You have been loved
Nonostante tutto, io continuo ad investire energia e passione in quello che scrivo e nelle strade che percorro.
Nonostante gli imbonitori, coloro che promettono palazzi sontuosi senza fondamenta, nonostante coloro che affermano con supponenza: “Sei sprecata qui ” continuo a ritenere di aver fatto una scelta in linea con la mia onestà intellettuale.
Nonostante il pericolo di strumentalizzazione del pensiero e del ruolo, io credo nel potere della professionalità a servizio delle idee qualitativamente valide.
Questo era il mio pensiero originale.
Questo il mio approccio all’arte.
G.B.
Una che è pronta a mettere il volto nelle realtà nelle quali crede!
E’ necessario partire da qui.
Dalle forze in movimento.
Dall’Arte declinata in tutte le sue forme che si plasma sul territorio, che si fa tempo, che lo scandisce e lo determina.
Si inizia dagli elementi storici comuni per poi elaborare un linguaggio in divenire, che possa dilatarsi ed incidere in modo efficace sui perimetri, sulla geografia e sulle dimensioni spaziali contemporanee; un codice espressivo che diviene contenitore e contenuto, che sia sensibile e comprensibile alla continua osmosi tra l’individuo e la collettività.
E che possieda uno sguardo attento e consapevole verso il passato, ed un altro vivace e sollecito, sempre attivo nei confronti dell’ hic et nunc.
Un modo per rendere efficace un proprio ritmo, per farsi strumento in ascolto non solo delle consapevolezze di tutela, di conservazione, di manutenzione ordinaria, ma parallelamente di valorizzazione del patrimonio territoriale e contemporaneo.
Un modus agendi che divenga un punto di riferimento, pronto ad unire con una visione sistemica dei sensi la cultura, la politica, l’ambiente, le idee, l’energia, la progettualità, la ricerca, la formazione.
Fondamentale risulta essere la concertazione, il sentire stratificato ed attento nei confronti delle realtà strutturate ed esistenti, la volontà di creare legami ed interscambi tra i piccoli centri ed i poli nazionali.
Unire le tensioni, sostenere le volontà di trasformazione di una energia in atto, favorire il passaggio di esperienze artistiche alle nuove generazioni coinvolgendo e sensibilizzando l’intelletto, sino a giungere ad una efficace sintesi energetica.
Perché non c’è una corretta tutela dei Beni Culturali se non vi è la profonda conoscenza territoriale, e la conoscenza va costantemente alimentata, monitorata, veicolata e trasmessa.
E’ necessario prendere confidenza con un concetto di Arte che sia fruibile dalla collettività, emendata da retaggi elitari e autosignificanti; Arte come trivio e quadrivio, come nelle migliori tradizioni umanistiche, che ha al suo interno l’idea e il modo per realizzarla.
Un’Arte che parla un linguaggio universale e che comprende tutti i sottocodici linguistici.
Che ordisce trame e reticoli fitti e che dipana matasse intricate.
Si giunge alla piena consapevolezza della Forza connaturata nel potere creativo, dell’impatto e dell’impronta che lascia nell’Universo circostante.
Una forza collettiva costituita non da masse insipienti, ma da individui aventi testa, cuore e braccia, che si muovono all’unisono per dare forma alle proprie idee con dignitas e rigore nella lotta per il progredire dell’Anima, degne degli eccellenti artisti/artigiani.
P. s. Un grazie sentito a Marta che non mi ha lasciata sola stamane, e che mi ha spalleggiata dialetticamente VS venditori di fumo vari ed eventuali