NON SI PUO’ NON AMARE QUESTO LIBRO . . .
(altamente consigliato a chi ha quella mai doma arsura di conoscenza !!)
<< Ogni Uomo del Tempo Antico (che ora si crogiolava al sole) mosse col piede sinistro e gridò un secondo nome.
Mosse un passo col piede destro e gridò un terzo nome. Diede nome al pozzo, ai canneti, agli eucalipti, si volse a destra e a sinistra, chiamò le cose alla vita e coi loro nomi intessé dei versi.
Gli Uomini dei Tempi Antichi percorsero tutto il mondo cantando; cantarono i fiumi e le catene di montagne, le saline e le dune di sabbia. Andarono a caccia, mangiarono, fecero l’amore, danzarono, uccisero:
in ogni punto delle loro piste lasciarono una scia di musica..
Avvolsero il mondo intero in una rete di canto; e infine, quando ebbero cantato
Tutti tornarono "dentro". >>
BRUCE CHATWIN “ LE VIE DEI CANTI ”


Un fine settimana ricco di scenari cangianti, coup de théâtre , abbracci inattesi e frasi sussurrate all'orecchio alle tre di notte (ossignur!!), telefonate da luoghi mitteleuropei, ottime sensazioni e pubblicazioni preziose date in dono alla fine di un incontro emozionante...
e poi poltronissime e dopofestival...
E tanto altro da raccontare, se solo ne avessi il tempo...

Fausto Melotti - La pioggia 1966
INFINITE POSSIBILITA'

...e poi le matasse aggrovigliate si dipanano,
i ricami cominciano ad essere intuibili, anche se ci si trova dall'altra parte dell'arazzo,
e tutto forse acquista un senso,
Occhi sgranati.
E di seguito la progressiva consapevolezza che avere i piedi ben radicati a terra non
impedisce di POTER SPICCARE IL VOLO...
Oggi è un giorno molto buono.
SOGNAVO DI AVERE QUEL SORRISO IN TASCA . . .
LE MIE RADICI
IL ritmo morbido e l'armonia visiva del suono come Sintesi e Risultante di elementi aguzzi, decisi,
netti ...
Il colore spatolato, gli smalti non diluiti, conducono ad una vivida, cangiante
gamma cromatica senza che venga mai meno l'intensità del segno, del sentire.
Ed il concerto si afferma anche come gestualità sonora individuale,pur in un contesto
corale, come la pittura che per Ermanno Tomassetti è sempre stata un fatto privato, una
ricerca solipsista e riservata,
inquieta e lontana dall'urgenza comunicativa sterile e di uso e consumo subitaneo.

Quando, immersi nel silenzio, sentiamo tutt'a un tratto squillare il campanello, abbiamo l'impressione che il rumore sia molto più stridente di quanto lo sia effettivamente. Ebbene! Io cerco di far vibrare un certo colore in modo così intenso come se il rumore del campanello risuonasse in mezzo al silenzio.
Pierre Auguste Renoir
AMICHE
Guardarti da lontano con crescente orgoglio e tanta serena ma emozionata partecipazione mentre prendeva il volo la tua disamina senza incertezza alcuna, ripensare ai discorsi infiniti agli incoraggiamenti reciproci, al nostro essere l'una la spalla dell'altra e lo sprone costante pur senza invasioni di campo.
Vedere la platea attenta, progressivamente conquistata. . .
Sovrapporre alla bella immagine della donna che sei quella dei giochi e dei momenti di bambine, nei nostri venti e passa anni di profonda, complessa, articolata, colorata, preziosa amicizia - sorellanza.
Sono stata contenta di esserci stata stasera...
Brava, Marta.
Tua Gio'

La pupilla che sintonizza lo sguardo in avanti, l’orbita oculare che penetra la pellicola pittorica,le trame della tela, la consistenza serica dei colori, che crea un rapporto sdrucciolato tra le maglie del vissuto, tra le pieghe di un costante odiato ma necessario cercarsi per poi collocarsiI , documentarsi, riconoscersi, negarsi, destrutturarsi e ricominciare l’errabonda ricerca di una impossibile definitiva identità/unità.
Cintoli è la pluralità controversa nell’individualismo, pluralità mossa e corroborata dal motore delle azioni provvisorie che scardinano convenzioni.
Nella sua poetica artistica vi si legge l’alterità/traslazione /slittamento che è uno slacciarsi dai vincoli imposti dall’esterno, ed il segno si fa via via solido, al punto da conquistare una consistenza tridimensionale…
Vive affannosamente nell’arte e per l’arte conservando integro lo stupore nei confronti dell’approccio creativo di chi è realmente coinvolto nei processi critico esistenziali che generano l’Espressione Artistica, sino alla morte per emorragia cerebrale nel 1978.
E così i pensieri dilagano, si spandono ,svaporano , i lavori gridano impossibili soliloqui, sino all’afonia, i colori si annodano, colano,si affastellano, si scelgono e si sciolgono e prendono aria, acquistano la libertà di movimenti e forme…dando vita ad uno spazio altro che possa rivelare l’incanto della disposizione, deposizione temporanea degli oggetti delle linee , delle cromie.
G.B.

“Amo il gioco erotico ed esotico, condotto sull’affollamento dei riverberi, delle assonanze , delle anamnesi, delle analogie, dei segni e dei sogni e dei relitti.
Da queste accumulazioni estraggo i frammenti che vivificano il mio cammino quotidiano.
Amo il gioco di isolare una parola o un dettaglio, di decodificarli e di eleggerli al ruolo di protagonisti.
IL mio modo di procedere è quasi devozione maniacale al frammento, al particolare tradotto in una sorta di aforisma visivo.
E SE L’ARTE E’ GIOCO: INFRANGERE LE REGOLE . . .
E SE L’ARTE E’ ARTIFICIO: SUGGERIRE LE SUGGESTIONI. . . .”
(Claudio Cintoli –Appunti per “Alla Ricerca di Marcanciel Stuprò” 1975-1976)
Variazioni Inverse sul Peccato Originale
Il tema con variazioni è il luogo ideale per osservare come un materiale musicale possa prestarsi alle metamorfosi più estreme. Dalle variazioni beethoveniane in poi siamo abituati e disposti a smarrire riferimenti, a dimenticare i temi di partenza, lasciarci stupire da come un "gesto" musicale possa già contenere in sé le elaborazioni più impensabili. Il procedere di variazione in variazione, anche nella più radicale spinta centrifuga, sarà comunque sempre coerente, in quanto basato sullo stesso materiale del tema.
Le "Variazioni Inverse sul Peccato Originale" sono - come recita il titolo - un tema con variazioni al contrario. Da variazioni musicalmente lontanissime lentamente si giunge al tema. Il quale tema è un corale per organo dal titolo "Durch Adams fall ist ganz verderbt", inserito da Johann Sebastian Bach nel suo "Orgelbuchlein", il "Piccolo libro per organo" che è un po' la summa delle tecniche contrappuntistiche e armoniche del grande compositore di Eisenach.
Sin dal primo ascolto, ho visto nelle figure musicali che accompagnano la melodia del corale luterano come un lento precipitare, la caduta di Adamo cacciato dal Paradiso, una dolorosa e sofferta caduta al rallentatore. E in queste figure si annida un materiale modernissimo, una specie di potenziale serie dodecafonica, una strana scala che io chiamo "modo a simmetria complessa". Questo "modo" diventa il materiale di base per tutta la composizione.
Ci tengo a sottolineare che la musica, e in particolare la musica contemporanea non si fa solo con le belle melodie o con i temi orecchiabili, ma si può (si deve!) fare anche semplicemente con i suoni.. - (spesso ci dimentichiamo che la musica è fatta prima di tutto di suoni) - In questo lavoro tutta la prima parte è una ricerca sul suono, sul timbro. Non temi o melodie, ma perdersi dentro un suono solo: il brano si apre con la trasformazione più lontana possibile, cioè con il tema ridotto ad una sola nota, la nota La, che in tedesco si scrive "A", e che è la nota di base dell´orchestra, quella su cui si accordano gli strumenti. Su questo suono primordiale transitano altri suoni leggeri, la nota cambia colore ed è increspata da respiri, quasi folate di vento. Progressivamente, ma senza soluzione di continuità si giunge tramite movimenti sempre ascendenti ad una specie di ingranaggio che sfocia in un climax, che nelle mie intenzioni dovrebbe essere piuttosto mostruoso, una paura primordiale... nuovamente una nota sola, ma urlata da tutta l´orchestra, che dopo un tempo relativamente breve perde forza, e dalla quale affiora il corale bachiano. Per me la musica è sempre immagine, e l´immagine che ho in mente è uno di quei laghi artificiali che nascondono paesi dimenticati, sommersi dall´acqua. E quando vengono svuotati, mentre il livello dell´acqua cala, riaffiorano antichi campanili, i tetti delle case. Ho cercato di fare in modo che il corale di Bach affiorasse dal boato del punto culminante così, come un antico paese sommerso, con il suo mistero e con la sua solennità.
Nel finale, una meditazione sui frammenti del corale lentamente inabissa di nuovo il tema nelle nebbie e nell'atmosfera crepuscolare dell'inizio.
Per descrivere questo pezzo mi piace ricorrere ad una sintesi a cui da solo sono sarei mai potuto arrivare, ma per questo ci sono apposta i poeti...
Il poeta in questione è l'amico Gianni D'Elia che parla del "risarcimento musicale dell'orrore". Spero che le "Variazioni Inverse" abbiano la forma di un "risarcimento musicale" di quell'orrore continuo cui siamo sottoposti.
(il verso è tratto da un poemetto inedito dal titolo Osteria dei Trovatori, 2003-2005)
[...]
<<Sempre più esatto il verso, il libro terso,
la nostalgia del canto, il tempo perso,
se ora la storia che eravamo ha perso?...>>
<<Ed al privato e pubblico, vitale
danno, che incide dentro mente e cuore,
il risarcimento musicale dell'orrore...>>
PAOLO MARZOCCHI

SABATO 15 MARZO –TEATRO LAURO ROSSI MACERATA
L'Orchestra Filarmonica Marchigiana sarà diretta dal maestro Romolo Gessi.
“Sono sempre stato interessato alla differenza tra "fatto" e "verità".
E ho sempre sentito che esiste qualcosa come una verità più profonda.
Esiste nel cinema, e la chiamerei "verità estatica".
È più o meno come in poesia.
Quando leggi una grande poesia, senti immediatamente, nel tuo cuore,
nelle tue budella, che c'è una profonda, inerente verità, una verità estatica…”
Werner Herzog
Leggendo e perdendomi tra le pagine de "La conquista dell'inutile"...

(Klaus Kinski in "Fitzcarraldo" - di W.Herzog 1981)
DOVE ERAVAMO RIMASTI?
Ah, si , ricordo!
Ad una foto di Moleskine, a pagine immacolate da scrivere, a nuovi viaggi da annotare …
Eccomi dunque pronta per una inedita, sorprendente, avventura…
E nel blu delle vene scorre l’adrenalina, quella che da scosse continue
e che genera energia produttiva, e nell’anima si avvicendano gioia, curiosità,
lusinga, paura, e poi ancora gioia e di nuovo paura.
Ma poi respiro a fondo e…confido non solo in me stessa,
ma soprattutto in chi così tanto ha creduto in me!
E non posso fare a meno di sorridere
Si riprende l'iter, con rinnovato spirito, con l’entusiasmo e
l'intenzione di abbracciare caleidoscopiche , esaltanti realtà!

“Non domandarti dove porta la strada
Seguila e cammina soltanto…”
Franco Battiato – E’ stato molto bello