La stanza di Giorgia

Questo è il mio blog, un luogo(non luogo) dove si incontrano pensieri, emozioni,amici,respiri, risate, immagini, suoni e da dove partono schegge di un'anima inquieta e curiosa, sempre alla ricerca della bellezza delle cose. Venite a trovarmi!!
giovedì, 01 maggio 2008

La pupilla che sintonizza lo sguardo in avanti,  l’orbita oculare  che penetra la pellicola pittorica,le trame della tela, la consistenza serica dei colori, che crea un rapporto sdrucciolato tra le maglie del vissuto,  tra le pieghe di un costante odiato ma necessario cercarsi  per poi  collocarsiI , documentarsi,  riconoscersi, negarsi, destrutturarsi e ricominciare l’errabonda ricerca di una impossibile definitiva identità/unità.

Cintoli è la pluralità controversa nell’individualismo, pluralità mossa e corroborata dal motore delle azioni provvisorie che scardinano convenzioni.

 

Nella sua poetica artistica vi si legge l’alterità/traslazione /slittamento che è uno slacciarsi dai vincoli imposti dall’esterno, ed il segno si fa via via solido, al punto da conquistare una consistenza tridimensionale…

Vive affannosamente nell’arte e per l’arte conservando integro lo stupore nei confronti dell’approccio creativo di chi è realmente coinvolto nei processi critico esistenziali che generano l’Espressione Artistica,   sino alla morte per emorragia cerebrale nel 1978.

 

E così i pensieri dilagano, si spandono ,svaporano , i lavori gridano impossibili soliloqui, sino all’afonia, i colori si annodano, colano,si affastellano, si scelgono e si sciolgono e prendono aria, acquistano la libertà di movimenti e forme…dando vita ad uno spazio altro che possa rivelare l’incanto della disposizione, deposizione temporanea degli oggetti  delle linee , delle cromie.

 

G.B.

Claudio Cintoli -Uovo terza fase 1973-1975

 

 

 

 

 

 

“Amo il gioco erotico ed esotico, condotto sull’affollamento dei riverberi,  delle assonanze , delle anamnesi, delle analogie, dei segni e dei sogni e dei relitti.

 

Da queste accumulazioni estraggo i frammenti che vivificano il mio cammino quotidiano.

Amo il gioco di isolare una parola o un dettaglio, di decodificarli e di eleggerli al ruolo di protagonisti.

IL mio modo di procedere è quasi devozione maniacale al frammento, al particolare tradotto in una sorta di aforisma visivo.

E SE L’ARTE  E’ GIOCO: INFRANGERE LE REGOLE . . .

E SE L’ARTE E’ ARTIFICIO: SUGGERIRE LE SUGGESTIONI. . . .

(Claudio Cintoli –Appunti per “Alla Ricerca di Marcanciel Stuprò” 1975-1976)

 

 

 

 

 

postato da Fairygirl79 alle ore 01/05/2008 17:48 | link | commenti (1)
categorie: arte, storie, scrittura, critica arte contemporanea
venerdì, 08 febbraio 2008

Nonostante tutto, io continuo ad investire energia e passione  in quello che scrivo e nelle strade che percorro.

Nonostante gli imbonitori, coloro che  promettono palazzi sontuosi senza fondamenta, nonostante coloro che affermano con supponenza: “Sei sprecata qui ” continuo a ritenere di aver fatto una scelta in linea con la mia onestà intellettuale.

Nonostante il pericolo di strumentalizzazione del pensiero e del ruolo, io credo nel potere della professionalità a servizio delle idee qualitativamente valide.

Questo era il mio pensiero originale.

Questo il mio approccio all’arte.

 

G.B.

Una che è pronta a mettere il volto nelle realtà nelle quali crede!

 

 

E’ necessario partire da qui.

Dalle forze in  movimento.

 

Dall’Arte  declinata in tutte le sue forme che si plasma sul territorio, che si fa tempo, che lo scandisce e lo determina.

 

Si inizia dagli elementi storici comuni per poi elaborare un linguaggio  in divenire, che possa dilatarsi ed incidere in modo efficace sui perimetri, sulla geografia e sulle dimensioni spaziali contemporanee; un codice espressivo che diviene contenitore e contenuto, che sia sensibile e comprensibile alla continua osmosi tra l’individuo e la collettività.

E che possieda uno sguardo attento e consapevole verso  il passato, ed un altro vivace e sollecito, sempre attivo nei confronti  dell’ hic et nunc.

 

Un modo  per rendere efficace  un proprio ritmo, per farsi strumento in ascolto non solo delle consapevolezze di tutela, di conservazione, di manutenzione ordinaria, ma parallelamente di  valorizzazione  del patrimonio territoriale e contemporaneo.

Un modus agendi che divenga un punto di riferimento, pronto ad unire con una visione sistemica dei sensi la cultura, la politica, l’ambiente, le idee, l’energia, la progettualità, la ricerca, la formazione.

 

Fondamentale risulta essere la concertazione, il sentire stratificato ed attento nei confronti delle realtà strutturate ed esistenti, la volontà di creare legami ed interscambi  tra i piccoli centri ed  i poli  nazionali.

 

Unire le tensioni, sostenere le volontà di trasformazione di una energia in atto, favorire il passaggio di esperienze  artistiche alle nuove generazioni coinvolgendo e sensibilizzando l’intelletto, sino a giungere ad una efficace sintesi energetica.

Perché non c’è una corretta tutela dei Beni Culturali se non vi è la profonda conoscenza territoriale, e la conoscenza va costantemente alimentata, monitorata, veicolata e trasmessa.

 

E’ necessario prendere confidenza con un concetto di Arte che sia  fruibile dalla collettività, emendata da retaggi elitari e autosignificanti; Arte come trivio e quadrivio, come nelle migliori tradizioni umanistiche, che ha al suo interno l’idea e il modo per realizzarla.

Un’Arte che parla un linguaggio universale e che comprende tutti i sottocodici linguistici.

Che ordisce trame e reticoli fitti e che dipana matasse intricate.

 

 

 

 

Si giunge alla piena consapevolezza della Forza connaturata nel  potere creativo, dell’impatto e dell’impronta che lascia nell’Universo circostante.

 

Una forza collettiva costituita non da masse insipienti, ma da individui aventi testa, cuore e braccia, che si muovono all’unisono per dare forma alle proprie idee con dignitas e rigore nella lotta per il progredire dell’Anima, degne degli eccellenti artisti/artigiani.

 

 

P. s.  Un grazie sentito a Marta che non mi ha lasciata sola stamane, e che mi ha spalleggiata dialetticamente VS venditori di fumo vari ed eventuali  

 

 

postato da Fairygirl79 alle ore 08/02/2008 14:41 | link | commenti (10)
categorie: about me, critica arte contemporanea
lunedì, 21 gennaio 2008

 

 

 

Mi resi conto

 

 che non esiste

 

una reale e oggettiva separazione

 

tra suono e silenzio,

 

ma soltanto tra l'intenzione

 

di ascoltare e quella di non farlo.

John Cage by Ugo Mulas 1964

  

 

JOHN CAGE

postato da Fairygirl79 alle ore 21/01/2008 22:50 | link | commenti (13)
categorie: citazioni, musica, critica arte contemporanea
giovedì, 17 gennaio 2008

Poiché tutto è inevitabilmente riconducibile  ad una

QUESTIONE di PROSPETTIVE:

 

Relatività -Escher

 

( Relatività – Escher)

 

 

"Se soltanto sapeste quel che ho visto nell'oscurità della notte...

impazzivo a volte dalla preoccupazione di non riuscire a rappresentarlo.

In confronto a questo, ogni opera è un insuccesso che non corrisponde

neanche lontanamente a quello che avrebbe dovuto essere."

 

M.C. Escher

 

 

postato da Fairygirl79 alle ore 17/01/2008 15:01 | link | commenti (14)
categorie: citazioni, arte, critica arte contemporanea
sabato, 10 novembre 2007

JESSICA AD ARTISSIMA

 

 TORINO 2007

Jessica Ballerini

  

 

BRAVA, BRAVA, BRAVA, BRAVA !!!!!!!

 

GIURO CHE SENTIRETE PARLARE DI

 

QUESTA FANTASTICA VIDEOARTISTA!!!!

 

 

 

http://www.myspace.com/jessicatoday 

 

 

 

postato da Fairygirl79 alle ore 10/11/2007 14:08 | link | commenti (12)
categorie: about me, amici, critica arte contemporanea
domenica, 04 novembre 2007

 

La Dame Aux Camelias - Aubrey Beardsley

Completamente irretita dal segno aristocraticamente irriverente  e presimbolista di

 

Aubrey Beardsley.

 

Lo stilema scevro da manierismi è incentrato sulla resa drammaticamente

 

asciutta della linea.

 

Nella figura della donna, assoluta protagonista delle sue tavole,  pathos ed eleganza si intrecciano,

 

senza sosta avvinghiandosi come i poli opposti che si attraggono, come luce ed ombra,

 

come il grottesco ed il sublime, come l’affermazione di se’ ed il suo perfetto contrario…

 

E sono silhouettes le sue  di una ambiguità strisciante, sottesa  e mai esasperata, e l’aspetto decadente

 

 viene esaltato in genere dalle figure che fungono da contraltare nella rappresentazione.

 

 

Le campiture nere e bianche  piatte, l’uso dell’inchiostro, la purezza di un tratto essenziale,

 

la profonda influenza della japonaiserie

 

esaltano questo continuo fascinoso dualismo, cifra stilistica assoluta  di tutta

 

la poetica,

 

sospesa tra letteratura illustrazione e teatro ( suoi i disegni per La Salomè di Oscar Wilde 1893),

 

sino alla tragica morte per tubercolosi appena ventiseienne.

 

 

Ho uno scopo: il grottesco. Se non sono grottesco non sono niente” Aubrey Beardsley

 

postato da Fairygirl79 alle ore 04/11/2007 18:36 | link | commenti (6)
categorie: critica arte contemporanea
lunedì, 01 ottobre 2007

Le linee si rincorrono sinuose, abbracciandosi sino a fondersi in un muscolo pulsante: IL  CUORE.

 

I timbri mentali ed onirici, il transfert psicologico ed i rituali ancestrali  si mescolano e perdono

 

 la connotazione originaria …

 

mentre prende forma – progressivamente - la libera fuga lirica dell’AMALASUNTA

 

 (Nostra Signora dell’ Immaginazione Notturna )

 

 tra paesaggi liquorei   ed il silenzio astrale venato di denso Blu.

 

E le mani intinte nel colore  sono aperte con il palmo rivolto a chi osserva . . .

Licini - Amalasunta

 

 

 

 

Amalasunta è la luna nostra  bella,

 

garantita d’argento per l’eternità,

 

personificata in poche parole,

 

Amica di ogni cuore un poco stanco…

 

OSVALDO LICINI (1894 -1958)

 

 

 

postato da Fairygirl79 alle ore 01/10/2007 15:16 | link | commenti (13)
categorie: arte, critica arte contemporanea
mercoledì, 05 settembre 2007

TRAMATURE

 

 Scanavino- Tramatura

  

 

 

La parcellizzazione e le trasformazioni dello spazio , I rituali segnici

 

e gli alfabeti senza fine.

 
Athanasius Kircher, Keplero, il telescopio spaziale, le nubi degli elettroni,

 

gli sciami di unità minime che  si correlano a formare una coscienza,

 

l'elusivo gioco delle sinapsi .. .

 

Le infinite possibilità affidate al monocromo, la densa e sedimentata

 

 pasta materica,

 

 l’ampiezza e la diversificazione da un Informale standardizzato,

 

uno spazio ingarbugliato e apparentemente non districabile conducono

 

ad una impronta poetica molto profonda e decisa in  di Emilio Scanavino

 

  che attesta    il

 

concretizzarsi  di un fare, di una memoria dolorosa e difficile,

 

 ma al contempo libera di continuare ad evocare e ad autoalimentarsi.

 

 

G.B.

 

 

 

 

 

postato da Fairygirl79 alle ore 05/09/2007 13:57 | link | commenti (3)
categorie: critica arte contemporanea
domenica, 15 aprile 2007

IL GESTO E L’ ESPRESSIONE

 

 

Gli accidenti mentali muovono il volto dell’uomo in diversi modi…

E questi tali accidenti debbono accompagnare le mani col volto  e così la persona.”

 Leonardo Da Vinci – Trattato di Pittura

 

Il moto dell’anima nella pittura non puo’ essere  reso dalle parole ma deve essere restituito allo spettatore mediante la postura, l’espressione del volto e quella gestuale.

La convinzione di Leonardo Da Vinci di trovarsi di fronte ad UNA FORMA POETICA MUTA   lo portava ad affermare che era necessario da parte dell’arte avvalersi dell’atteggiamento del corpo  e della mimica facciale rappresentati per comunicare cio’ che non era possibile fare con la facoltà e l'atto di pronunciare parole.

 

I medesimi gesti assumono  molteplici  valenze ed una mutevole gamma semantica in base al contesto figurativo e alla struttura dell’immagine nella quale sono immersi.

Vi sono espressioni universalmente codificate per via di una lunga tradizione  ICONOGRAFICA ormai sedimentata nei secoli nell’immaginario collettivo, che vengono lette e recepite nella loro globalità e che risultano quasi essere autosignificanti.

 

Ad esempio il SIGNUM ARPOCRATICUM: il dito sulle labbra di Mercurio, dio della comunicazione, colui che conosce trascrive e nasconde affinché ogni generazione  compia la propria ricerca, allude al SILENZIO NECESSARIO PER SVELARE I MISTERI DELL’INCONOSCIBILE.

Il Signum richiama al controllo sulla parola,all’autodisciplina del corpo  e delle sue pulsioni.

Arpocrate di Villa Adriana -Musei Capitolini

 

 

 

 

 

Esistono anche immagini che rivelano gesti  ambigui o portatori di significati sottesi il cui  reale intento puo’ essere svelato, estrinsecato, dopo una profonda analisi della figura nella sua interezza e nella relazione che intercorre con il corpus in cui è inserita .

Per tale motivo  IL GESTO E L’ ESPRESSIONE  sfuggono ad una RIGIDA DISTINZIONE  in CATEGORIE , alla luce di questa appurata AMBIVALENZA e ad una POLISEMIA CONNATURATA.

 

 

Uno degli elementi che L’ESPRESSIONE DEL PENSIERO prende in esame è  il sentimento della Malinconia, tipico dell’uomo immerso nella propria sensibilità e fragilità, nei propri incubi ed ossessioni.

Una delle risoluzioni nel tempo utilizzate per la resa di uno stato d’animo così complesso era quella di rendere la VAGHEZZA, l’ASSENZA , il RIPIEGAMENTO SU DI SE’  e la CONCENTRAZIONE SULLA PROPRIA VITA INTERIORE rappresentando l’individuo con uno sguardo corrucciato, labbra chiuse o impercettibilmente dischiuse (segno di una mancanza di  dialogo con l’esterno) , la mano raffigurata a sostenere la guancia o il mento, oppure posta all’altezza delle tempie a rimarcare la sopportazione di un peso morale ed emotivo.Giorgione -Doppio Ritratto

  

 

 

 

Nel Novecento –con l’avvento della PSICANALISI- il volto non è più lo SPECCHIO DELL’ANIMA,

 ma il LUOGO della piena manifestazione di un  MAGMA INTERIORE ,

e della LABIRINTICA  STRATIFICAZIONE DELL’INCONSCIO.

Picasso -Portrait de Dora Maar

 

G.B.

 

 

Testi di riferimento:

 

Leonardo Da Vinci – Trattato di Pittura;

Cartesio  - Les passions de l’ âme;

C.Le Brun – Conférence sur  l’expression  générale et particuliere;

J.K.Lavater – Physiognomische fragmente zur beförderung

                        der menschenkenntnis und menschenliebe. 

 

 

 

 

 

 

postato da Fairygirl79 alle ore 15/04/2007 18:05 | link | commenti (8)
categorie: arte, critica arte contemporanea
lunedì, 09 aprile 2007

 

I CENT’ANNI DI UN  AUTENTICO GENIO

 Bruno Munari

 

 

 

 

 

 

 

 

"Conservare l'infanzia dentro di sé 
per tutta la vita
vuol dire conservare
la curiosità di conoscere
il piacere di capire
la voglia di comunicare"

 

 

 

 

 

 

 

"Per fare grandi progetti 
occorre essere molto sicuri 
e stare con i piedi ben saldi sulla terra.
Fu così che andammo sulla luna."