INTERIORS

LOVE.

LOVE . . .

LOVE.

Come innamorarsi perdutamente e rimanere fedeli a sei serie tv ed un film ...
TUTTE LE MIE STELLE ALLINEATE . . .
(Urbino - Frequenze Disturbate- 9 agosto 2008)
Una piazza ducale baciata dalla brezza di agosto …
Compagni di viaggio con i quali è magnifico spartire Musica…
(e tranci di pizza seduti a terra e …salite ai limiti del freeclimbing)
Palloncini, abat-jours con cristalli blu,
Cappelli, calze a rete, banane rockabilly, chitarre glitterate…
E poi…



EPIFANIE SONORE CHE TOLGONO IL FIATO
E DIAMANTI
che non smettono di brillare neanche a notte fonda . . .

IO HO VISTO SOLO STELLE BUONE . . .
P.s. Grazie a Noe e Sauro per la condivisione e per le foto !!!

Oggi non c'è spazio per nient'altro all'infuori di:
- ONDE INCRESPATE,
- CHIACCHIERE IN AMMOLLO SUL BAGNASCIUGA,
- OCCHIALI ENORMI SALVA "CALAMARI" SOTTO GLI OCCHI,
- DISSERTAZIONI SU ARTE CONTEMPORANEA
E DISTANZE DI VARIA NATURA . . .
e...
YOUNG FUCKIN' PEOPLE
DJ SET
TONIGHT
tra cielo, mare e sabbia
una coppia di amici in consolle
e la musica
so 90's ! ! !
Buffo come ci si possa sentire completamente a proprio agio mentre il cuore schizza via dal petto.
Una sintonia stratificata e allegra, cameratesca e piena di chiavi di lettura, che conduce a credere di conoscersi
da tre vite precedenti.
TUTTO E NIENTE.
TUTTO E NIENTE.
Che poi la mente sfoglia le controindicazioni del caso in questione , e non esita a mettere in risalto ogni piega assurda con spietata lucidità schiaffandoti il tutto davanti agli occhi realisticamente,
COME UN MONITO COSTANTE.
E non c'è altra soluzione che spegnere quel sentimento in nuce con il sorriso.
Specie se si viene apostrofate "fiore fresco e luminoso"...
Buffo come ci si ostini a tentare di afferrare cio' che non si puo' avere....
O si tratta di un circolo vizioso emotivo?
( E si procede schiena contro schiena, ma nella medesima direzione? Come dirlo?)


Un fine settimana ricco di scenari cangianti, coup de théâtre , abbracci inattesi e frasi sussurrate all'orecchio alle tre di notte (ossignur!!), telefonate da luoghi mitteleuropei, ottime sensazioni e pubblicazioni preziose date in dono alla fine di un incontro emozionante...
e poi poltronissime e dopofestival...
E tanto altro da raccontare, se solo ne avessi il tempo...
L'acqua che lava dagli occhi volti stagionati,
che libera e trascina via " i vorrei non vorrei ma se vuoi" fino al prossimo turno. . .
Che avvita ancora di più i voluminosi ricci, anche se raccolti in una coda.
Che costringe a rallentare il ritmo delle ore e a fare i conti con quella zona
puntualmente soffocata da forzati consolidati equilibri che danno sempre l'immagine di
"colei che è perfettamente presente a se stessa".
Si, se ci si vuole attenere alla versione ufficiale.
Che inchioda ad una poltrona e fa leggere tutto d'un fiato un libro con
le pagine numerate a ritroso..
che arriva a descrivere pure te, in qualche stramba maniera, altrochè se lo fa...
anche se tutto è così distante, assolutamente non tuo.
Neanche un accento ti appartiene.
Ma quelle emozioni depositate poi su cartapaglia e inviate mezzo posta
vengono assolutamente colte, in tutte le confuse sfumature...
e protette.
Lo ha scritto.
O forse lo farà . . .
tra la stagnola e le stelle?

Simmetrie notturne, uggiose.
LE MIE RADICI
IL ritmo morbido e l'armonia visiva del suono come Sintesi e Risultante di elementi aguzzi, decisi,
netti ...
Il colore spatolato, gli smalti non diluiti, conducono ad una vivida, cangiante
gamma cromatica senza che venga mai meno l'intensità del segno, del sentire.
Ed il concerto si afferma anche come gestualità sonora individuale,pur in un contesto
corale, come la pittura che per Ermanno Tomassetti è sempre stata un fatto privato, una
ricerca solipsista e riservata,
inquieta e lontana dall'urgenza comunicativa sterile e di uso e consumo subitaneo.

Quando, immersi nel silenzio, sentiamo tutt'a un tratto squillare il campanello, abbiamo l'impressione che il rumore sia molto più stridente di quanto lo sia effettivamente. Ebbene! Io cerco di far vibrare un certo colore in modo così intenso come se il rumore del campanello risuonasse in mezzo al silenzio.
Pierre Auguste Renoir
PESCIOLINO ROSSO
CHE NUOTI NEL MIO COCCIO
FORSE SOGNI UN FOSSO
CERTO SOGNI UN FOSSO
PESCIOLINO ROSSO
SCUSAMI SE
NON ESISTE UN FOSSO
PULITO PER TE . . .
Giovanni anni 7

Il racconto di un pesciolino di nome Pino, vinto con soddisfazione da un pianista romano alla fiera di Castel Gandolfo ( nel tentativo di sfuggire ad un omino di bianco vestito) mentre si condivideva un bicchiere di ottimo frappè di frutta facendolo girare come…beh avete capito come cosa…è stato il momento più alto della serata..
No forse c’erano anche altri istanti fatti di Pizze Napoletane mangiate su tavoli e sedie altissime, Monumenti del Milite ignoto che in realtà erano Bersaglieri, (ma fa niente!)
mancati brindisi con boccali di birra -colpa mia , colpa mia-, PROGRAMMELLI in tutte le lingue, musicisti che non seguono le vicende del proprio gruppo, alterchi con farlocche giornaliste dal sex appeal di una porta (cito testuali parole), il TOTO frase da mettere nelle MAGLIETTE, il TOTO frase del DIRETTORE GAB BREISEN all’ingresso nel locale, IL TRAM –TRAM quotidiano che fa sempre presa (Grande FILS), il Capodanno di Megs, le Prossime MERENDE SONHORE NEL GIUARDUINO , gli stagionati speaker storici radiofonici abbordati per strada…e cose di questo tipo!
MA TUTTO QUESTO FA PARTE DEL NUOVO CORSO DEI CARASERENA… no?
E ROMA RESPIRATA COSI’, ANCHE SOTTO
"MA PER FORTUNA
ANCORA DI TORNARE A CASA NON E' ORA
CHIEDO SCUSA SE
RIDO E NON SO PERCHE'
CONTINUA A PIOVERE . . ."
CARASERENA - DUE MINUTI
(ed il suo effetto magico che non svanisce col passare del tempo)
Prendere un album, spogliarlo delle suggestioni mnemoniche affibbiatele all’epoca,
ricondurlo all’oggettività sonora e scoprirlo ancora una volta.
PAPER MONSTER (mute 2003) è luci ed ombre, pieni e vuoti in musica.
E’ la vivida - leggibile- impronta calligrafica Gahaniana senza che si scimmiottino
i DEPECHE MODE, è il drammatico attestato della fragilità umana personale ed
universale, è il manifesto emotivo del SOPRAVVIVENTE.
Il tutto in una inquieta eleganza declinata in dieci brani.
Il mio consiglio.

We laughed so hard it caused some pain
Two strangers standing in the rain
We smoked our cigarettes
(It's kind of wonderful)
Exchanging our regrets
(Strange but beautiful)
BITTER APPLE – DAVE GAHAN
PAPER MONSTER
La pupilla che sintonizza lo sguardo in avanti, l’orbita oculare che penetra la pellicola pittorica,le trame della tela, la consistenza serica dei colori, che crea un rapporto sdrucciolato tra le maglie del vissuto, tra le pieghe di un costante odiato ma necessario cercarsi per poi collocarsiI , documentarsi, riconoscersi, negarsi, destrutturarsi e ricominciare l’errabonda ricerca di una impossibile definitiva identità/unità.
Cintoli è la pluralità controversa nell’individualismo, pluralità mossa e corroborata dal motore delle azioni provvisorie che scardinano convenzioni.
Nella sua poetica artistica vi si legge l’alterità/traslazione /slittamento che è uno slacciarsi dai vincoli imposti dall’esterno, ed il segno si fa via via solido, al punto da conquistare una consistenza tridimensionale…
Vive affannosamente nell’arte e per l’arte conservando integro lo stupore nei confronti dell’approccio creativo di chi è realmente coinvolto nei processi critico esistenziali che generano l’Espressione Artistica, sino alla morte per emorragia cerebrale nel 1978.
E così i pensieri dilagano, si spandono ,svaporano , i lavori gridano impossibili soliloqui, sino all’afonia, i colori si annodano, colano,si affastellano, si scelgono e si sciolgono e prendono aria, acquistano la libertà di movimenti e forme…dando vita ad uno spazio altro che possa rivelare l’incanto della disposizione, deposizione temporanea degli oggetti delle linee , delle cromie.
G.B.

“Amo il gioco erotico ed esotico, condotto sull’affollamento dei riverberi, delle assonanze , delle anamnesi, delle analogie, dei segni e dei sogni e dei relitti.
Da queste accumulazioni estraggo i frammenti che vivificano il mio cammino quotidiano.
Amo il gioco di isolare una parola o un dettaglio, di decodificarli e di eleggerli al ruolo di protagonisti.
IL mio modo di procedere è quasi devozione maniacale al frammento, al particolare tradotto in una sorta di aforisma visivo.
E SE L’ARTE E’ GIOCO: INFRANGERE LE REGOLE . . .
E SE L’ARTE E’ ARTIFICIO: SUGGERIRE LE SUGGESTIONI. . . .”
(Claudio Cintoli –Appunti per “Alla Ricerca di Marcanciel Stuprò” 1975-1976)